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Preghiera

Il significato di Preghiera è:
La definizione di Preghiera è:

Invocazione rivolta dal fedele alla divinità, allo scopo di esprimere sentimenti e desideri. Presente in quasi tutte le religioni, la P. ha trovato particolare sviluppo nell’ebraismo, nel cristianesimo e nell’islamismo. Nei testi veterotestamentari, la P. ( tefillah ) inizialmente era intesa come invocazione ( Genesi 13, 4), poi dialogo che l’uomo stabilisce con dio in forma di supplica, confessione, adorazione o ringraziamento ( Salmi 65). Nell’Antico Testamento si contano 85 preghiere (oltre i Salmi, molti dei quali sono vere e proprie preghiere: 17, 86, 90, 102, 142). In particolare la P. liturgica in origine accompagnava il sacrificio nel Tempio, distrutto il quale sostituiscono il sacrificio le tre preghiere giornaliere (mattutina, pomeridiana e serale). La P. pubblica può effettuarsi ovunque, purché alla presenza di dieci uomini. È recitata generalmente in piedi, stando rivolti verso il Tempio di Gerusalemme ed elevando sovente le mani aperte verso l’alto. Parte essenziale delle tre preghiere è costituita dalle diciotto benedizioni e dallo sema ( Deuteronomio 6, 4 ss.). Le herakhot (benedizioni) vengono recitate individualmente in diversi momenti della vita quotidiana. I formulari, diversi secondo il rito (spagnolo, tedesco, italiano, yemenita, ecc.) sono di due tipi: siddu r, che raccoglie le preghiere regolari; mahzor , che raccoglie anche brani poetici di epoche diverse. Il Nuovo Testamento attribuisce grande importanza alla P. Lo stesso Gesù prega spesso, rivolgendosi sempre al Padre. Modello della P. cristiana è il Padre nostro (v.), dettato da Cristo. La P. è uno dei quattro elementi su cui si basa la Chiesa primitiva ( Atti degli Apostoli 2, 42), insieme con l’insegnamento apostolico, la comunione fraterna e la santa cena. Particolare diffusione aveva la P. di intercessione (I Tessalonicesi 1, 2-3; Romani 1, 8-12). Altre specie di p. sono la supplica ed il rendimento di grazie (I Timoteo 2, 1). Successivamente la tradizione della P. continuò nel cristianesimo primitivo, atteggiandosi al più acceso misticismo nel monachesimo, sia cenobitico che eremitico. Ufficialmente si crearono alcune P. in forma fissa, da accostare al Padre nostro ed all’ Ave Maria , contenuti nei testi evangelici: Il più importante ciclo di preghiere è rappresentato dalle P. delle ore (corrispondente all’attuale Breviario), diffuse inizialmente sia tra i religiosi che fra i laici. Dall’XI secolo si estese la pratica della P. individuale, promossa in particolare da Cisterciensi, Certosini e Vittorini, e più tardi dagli ordini mendicanti (Francescani). Fra i grandi autori medievali di P. emergono Bernardo di Chiaravalle (v.), Francesco d’Assisi e Bonaventura. Al XIV-XV secolo risalgono la maggior parte delle moderne pratiche della Chiesa cattolica: litanie, rosario, via crucis, ecc. Più tarde sono altre tipiche pratiche cattoliche, legate alla P.: esercizi spirituali (Ignazio da Loyola), devozione al Sacro Cuore di Gesù, ecc. In ambiente protestante la P. assunse caratteristiche di maggiore libertà espressiva. Tuttavia alcuni religiosi raccolsero ed ufficializzarono le P. più importanti e diffuse.


Significati alternativi:
Dizionario Italiano:Preghiera


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